Mercoledì, 14 Maggio 2014 00:00

La messa a fuoco

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La messa a fuoco del soggetto in uno scatto fotografico è uno dei punti base che permette al fotografo di fare buone foto e personalizzare a piacere la composizione dello scatto. In linea generale, una fotografia viene considerata tecnicamente ben riuscita quando è nitida, ossia quando è perfettamente a fuoco. Le macchine fotografiche moderne sono dotate di autofocus molto validi e veloci, ma non sempre i software di gestione della messa a fuoco sono in grado di mettere a fuoco correttamente il soggetto o l'intera foto per cui è fondamentale capire il funzionamento del sistema automatico di messa a fuoco della nostra reflex in modo da poter intervenire manualmente qualora fosse necessario.  Innanzi tutto vediamo su come funziona la messa a fuoco su una reflex.
Mettere a fuoco significa intervenire sulla distanza obiettivo/sensore, per fare in modo che l'obiettivo proietti sul sensore un'immagine nitida del soggetto da fotografare, in particolare si verifica che:
  • Quando il soggetto è lontano dal punto di ripresa, l'obiettivo fa in modo che la distanza diminuisca tra obiettivo e sensore;
  • Quando il soggetto è vicino al punto di ripresa, l'obiettivo si allontana dal sensore.
Questa operazione è simile a quando usiamo una lente di ingrandimento e l'avviciniamo e allontaniamo per mettere a fuoco il testo che vogliamo leggere.
Come accennato in precedenza spesso si pensa che basti affidarsi agli automatismi dell'autofocus per rendere nitido il soggetto della nostra composizione. La precisione dei moderni ed evoluti sistemi di autofocus delle piùrecenti reflex non sono in discussione, ma occorre tenere presenti due aspetti non indifferenti:
  • spettal fotografo decidere quale sia la parte del soggetto che deve essere messa a fuoco al meglio
  • Non sempre è facile per il dispositivo automatico riuscire a distinguere il miglior punto di messa a fuoco
Non sempre però è facile per il dispositivo automatico riuscire a distinguere il miglior punto di messa a fuoco, anche se sulle reflex è possibile scegliere i punti e le zone di che devono essere utilizzate per calcolare le distanze  , il dispositivo potrebbe trovare difficoltà nella corretta impostazione del fuoco. Oppure più semplicemente la messa a fuco dell'automatismo non coincide con la volontà del fotografo. Per ovviare a queste problematiche è possibile passare alla modalità manuale che nella maggior parte delle reflex avviene spostando l'interruttore da AF a M direttamente sull'obiettivo e utilizzando il dispositivo di rotazione del barilotto  per avvicinare o allontanare l'obiettivo dal sensore e trovare il corretto punto di fuoco.

Cosa vuol dire mettere a fuoco una composizione ? Non necessariamente significa che tutta la fotografia debba essere a fuoco perfettamente, ma è possibile che l'esigenze della composizione possano far si che sia perfettamente nitido solo il soggetto principale. Andiamo a vedere alcune situazioni e come comportarsi in tal caso.

Soggetto principale è costituito da oggetti lontani
E' la situazione forse meno complessa. Occorre puntare il soggetto ad un notevole distanza e il diaframma può essere abbastanza aperto

Soggetto comprende cose vicine e cose lontane:
Se il nostro soggetto è composto da cose vicine e lontane occorre fare decidere come deve essere impostata la macchina fotografica per avere la messa a fuoco desiderata. Vediamo i casi in cui:
  • Tutta la composizione deve essere a fuoco (foto di paesaggi)
          Per ottenere la soluzione a questa situazione si deve calcolare la distanza  iperfocale. La distanza iperfocale è la distanza oltre la quale tutti gli oggetti hanno una nitidezza accettabile, impostando la messa a fuoco all’infinito. Una volta calcolata l'iperfocale è sufficiente                     mettere a fuoco a quella distanza per avere tutto il fotogramma ad una nitidezza accettabile. Ma come si calcola questa distanza ? Esiste una formula matematica per calcolare questa distanza 
  • Lo sfondo deve essere sfuocato
          Si punta il soggetto che deve essere messo a fuoco e si apre il diaframma dell'obiettivo. Più il diaframma è aperto più lo sfondo è sfuocato e il soggetto è isolato. Occorre tenere presente che minore è la focale, maggiore è la profondità di campo e meno è possibile sfuocare             lo sfondo.

Soggetto principale è costituito da cose a un poco più di un metro 
Qui la situazione risulta essere maggiormente critica in quanto più ci avviciniamo al soggetto minore è la profondità di campo e la foto potrebbe risultare sfuocata sia dietro che davanti al soggetto principale. Se la sfocatura dietro il soggetto può essere utile ad isolare il soggetto ed è accettata dall'occhio umano, una sfocatura davanti al soggetto non viene tollerata. Per ovviare a questo problema può essere sufficiente mettere a fuoco ad una distanza minore rispetto al soggetto principale facendo molta attenzione alla profondità di campo che può essere molto limitata

Letto 2299 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Agosto 2014 18:43
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