Corso di fotografia

Corso di fotografia (6)

Questo piccolo corso fotografico di base è strutturato in alcuni brevi articoli che introducono le informazioni e le tecniche di base per poter iniziare a cimentarsi nell'arte della fotografia.
Gli argomenti che andremo ad approfondire sono i seguenti:

  1. La lunghezza focale
  2. La messa a fuoco
  3. L'apertura del diaframma
  4. La profondità di campo
  5. L'otturatore e la scala dei tempi
  6. La scala degli ISO
Sabato, 22 Novembre 2014 00:00

La scala degli ISO

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Nella fotografia analogica con gli ISO si indicava la sensibilità alla luce delle pellicole. Maggiore erano gli ISO secondo la scala ISO/ASA maggiore era la sensibilità della pellicola. Una pellicola più sensibile permetteva di avere uno scatto più veloce a parità di luce. In particolare se con 100 ISO potevamo scattare in 1/50 di secondo, a parità di luce ed apertura di diaframma, con una pellicola da 200 ISO è possibile utilizzare una velocità doppia (1/125). Questo permetteva di avere fotografia più nitide in quanto meno mosse anche se più sgranate. Anche nella fotografia digitale, la sensibilità viene espressa con la scala ISO derivata dalla fotografia analogica. La velocità ISO impostata esprime la sensibilità del sensore. Come nell’ analogico anche nella fotografia digitale al raddoppiare dell’ISO impostato dimezza il tempo necessario per impressionare il sensore con la luce necessaria a parità di apertura di diaframma. Analogamente alle antenate del digitale però aumentare troppo gli ISO può porta degli inconvenienti, mentre nell’analogico aumentava la sgranatura dell’immagine, nel digitale aumenta il rumore…
Sabato, 06 Settembre 2014 00:00

L'otturatore e scala dei tempi

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In fotografia, l'otturatore è il dispositivo meccanico o elettronico che ha il compito di controllare per quanto tempo il sensore (nelle fotocamere digitali) resta esposto alla luce. Facendo un parallelo con l'occhio umano, mentre l'iride rappresenta il diaframma, la palpebra dà un'idea dell'otturatore. Gli otturatori possono essere classificati in due tipi: 1.otturatori centrali 2.otturatori a tendina Al primo tipo corrispondono tutti gli otturatori dotati di lamelle disposte a raggiera, in modo simile a quelle del diaframma. Il secondo tipo è un otturatore composto da due superfici di stoffa o metallo disposte parallelamente lungo il piano focale, che scorrono verticalmente formando una fessura che lascia passare la luce. Se il tempo richiesto è lento, la prima tendina raggiunge il fine corsa e conseguentemente parte la seconda che copre la pellicola concludendo l'esposizione. In caso di tempi più rapidi, la seconda tendina viene azionata durante la corsa della prima, quindi la pellicola non viene esposta contemporaneamente lungo tutto il fotogramma, ma solo attraverso la fessura formatasi dal ritardo fra la prima e…
Mercoledì, 06 Agosto 2014 00:00

La profondita di campo

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Conoscere e utilizzare la profondità di campo(PDC) in fotografia è fondamentale. Saper controllare perfettamente l’estensione del piano di nitidezza permette, al fotografo, di rendere nitido il soggetto della foto anche se disposto su piani visivi diversi e di assegnare alla composizione una valenza documentativa ed esteticamente più apprezzabile. In questo breve capitolo cerchiamo di comprendere cosa è la profondità di campo, come utilizzarla nella composizione della fotografia e quali sono i parametri che la influenzano. Definizione della profondità di campo (PDC) Prendendo spunto da Wikipedia possiamo definire la PDC come segue:
Sabato, 14 Giugno 2014 00:00

L'apertura del diaframma

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Il diaframma si trova all'interno dell'obiettivo ed è composto da una serie di lamelle che si stringono e si allargano a seconda dell'apertura di obiettivo richiesta dal fotografo e serve di fatto a regolare la quantità di luce che deve passare attraverso la lente dell'obiettivo. La regolazione dell'apertura del diaframma e'un parametro importante per esporre correttamente e personalizzare lo scatto. L'impostazione di questo parametro consente di variare la quantità di luce che il sensore riceve durante il tempo di apertura dell'otturatore. La misurazione di questo parametro e' effettuata tramite dei numeri, preceduti dalla lettera "f", che rappresentano il rapporto tra l'apertura del diaframma e la lunghezza focale dell'obiettivo, minore e' il numero maggiore è l'apertura del diaframma e viceversa. Ad esempio un'apertura di diaframma pari ad f2 è maggiore rispetto ad una apertura f22, ne consegue che a parità di intervallo di tempo con f2 passi una maggiore quantità di luce rispetto a f22. Il valore di apertura massima di diaframma è anche un parametro di certificazione di qualità di…
Mercoledì, 14 Maggio 2014 00:00

La messa a fuoco

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La messa a fuoco del soggetto in uno scatto fotografico è uno dei punti base che permette al fotografo di fare buone foto e personalizzare a piacere la composizione dello scatto. In linea generale, una fotografia viene considerata tecnicamente ben riuscita quando è nitida, ossia quando è perfettamente a fuoco. Le macchine fotografiche moderne sono dotate di autofocus molto validi e veloci, ma non sempre i software di gestione della messa a fuoco sono in grado di mettere a fuoco correttamente il soggetto o l'intera foto per cui è fondamentale capire il funzionamento del sistema automatico di messa a fuoco della nostra reflex in modo da poter intervenire manualmente qualora fosse necessario. Innanzi tutto vediamo su come funziona la messa a fuoco su una reflex. Mettere a fuoco significa intervenire sulla distanza obiettivo/sensore, per fare in modo che l'obiettivo proietti sul sensore un'immagine nitida del soggetto da fotografare, in particolare si verifica che: Quando il soggetto è lontano dal punto di ripresa, l'obiettivo fa in modo che la distanza diminuisca…
Domenica, 30 Marzo 2014 00:00

La lunghezza focale

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Uno dei vantaggi delle macchine reflex è che può utilizzare una vasta gamma di ottiche di diversa lunghezza focale e che si può scegliere quella più adatta alla composizione che vogliamo creare. Ma cos'è la lunghezza focale ? Innanzi tutto si misura in mm e rappresenta la distanza tra il centro ottico dell'obiettivo e il piano pellicola o il sensore sulle macchine digitali, alla quale viene messo a fuoco un punto posto all'infinito. Dalla lunghezza focale e dalla grandezza del sensore dipende l'angolo di campo dell'obiettivo. Gli obiettivi con lunghezza focale compresa tra i 35mm e 50mm, con sensori da 35mm, offrono un angolo di campo quasi equivalente al campo visivo effettivo, per cui vengono detti focali normali. Gli obiettivi con lunghezze focali superiori ai 70mm sono chiamati teleobiettivi e permettono di ingrandire i soggetti. I teleobiettivi risultano essere molto utili nella fotografia sportiva, naturalistica e per ritratti ravvicinati. Gli obiettivi inferiori ai 35mm sono invece i grandangoli, hanno un angolo di campo ampio, e sono molto utili per la…

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