Foto di un declino ?

Vota questo articolo
(0 Voti)
Anche quest'anno, come da tre anni ad oggi, armato della mia 50D e il cannoncino 70-200 mi sono recato a fare due scatti alla gara remiera che si svolge nei fossi reali di Livorno. La coppa Ilio Barontini.
L'idea era quella di impressionare nel sensore della mia reflex immagini di sport, festa e tradizione. In realtà quello che è rimasto impressionata è la mia sensazione di decadenza e declino. In perfetta sintonia con la realtà cittadina. In una città che sta morendo molto lentamente o che forse è clinicamente morta da tempo, anche queste manifestazioni di sport e folclore, di cultura e tradizione, si stanno svuotando piano piano.
Desolante è stato vedere la scarsità di pubblico al seguito della gara, ma ancora più desolante vedere quanto le nostre istituzioni fanno, o è meglio dire non fanno, per promuovere i prodotti cittadini. Il mio lavoro mi porta spesso a viaggiare per la Toscana e ad avere contatti con colleghi di tutta Italia. Ed è parlando con i nostri connazionali, ma addirittura con i nostri corregionali ( per non andare al di fuori del granducato) che mi rendo conto sempre più spesso che noi siamo conosciuto sol per 2 cose:


1) Il cacciucco
2) il vernacoliere

al massimo possiamo aggiungere un terzo punto

3) il colore politico

Per carità, senza addentrarsi in discorsi politici, sono tre argomenti che possono essere simbolo della livornesità, ma quello che spesso mi chiedo è: 

"veramente la nostra città ha solo questo da offrire ?"

Io penso di no. Livorno avrebbe ed ha tanto da far conoscere, talmente tanto che se sfruttato nel modo giusto potrebbe riportare un po di richezza in una città in crisi ben da prima del 2008.
Che dire di un lungomare di rara bellezza che se vsalorizzato nel modo giusto e nel rispetto dell'ambiente potrebbe far invidia alla costa amalfitana. E invece niente è fatto per valorizzarlo e niente è fatto per rispettarlo. Colpa dell'istituzioni certo che non investe o investe male nelle nostre risorse, ma parte della colpe sona anche di noi cittadini che abbiamo poco rispetto e cura delle nostre ricchezze.
E che dire delle due fortezze, la vecchia e la nuova, lasciate decadere al loro destino o ancora le terme del Corallo, una struttura ancora bella seppur ormai ridotta ad un rudere.  E lo Chalet della rotonda ? Lasciato abbandonato da anni e ormai inutilizzabile.
Per non parlare poi delle nostre tradizioni, che se pur prive di grande storia, potrebbero essere pubblicizzate in modo migliore visto che  nella nostra regione quasi nessuno delle altre città sa anche Livorno ha il suo palio. Il palio marinaro che non avrà certo la tradizione storica del Palio di Siena e del gioco del Ponte, ma sicuramente non ha niente ad invidiare almeno a quest'ultimo.
Oppure effetto venezia, che indipendentemente dal fatto che possa piacere o meno, dovrebbere essere un evento fisso dell'estate livornese. Ed invece tutti gli anni vediamo il solito film. "Si fa, non si fa" "non ci sono soldi" etc etc. E poi come va a finire ? Tutti l'anni si fa.. magari in forma ridotta rispetto all'anno precedente, fino a quando anche questo finirà del tutto. E se si  fa quale occasione migliore per far cassa con le multe, a quei pochi o tanti, che siano che vanno alla manifestazione.  Certo non si discute sul fatto  che le regola vadano rispettate, ma l'anomalia sta nel fatto che i parcheggi nei pressi del quartiere venezia vengono riservati ai residenti in zona e non c'è un stralcio di parcheggio o al limite indicazioni per parcheggi riservati ai visitatori. 
Risultato che un forestiero viene una volta e la volta dopo ci pensa due, tre volte prima di avventurarsi in un viaggio verso la nostra città e riportare a casa una multa come souvenir.

{source}

<script type="text/javascript">

var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)g(17447810)a(2295372)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);
document.write('<sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"></sc'+'ript>');
</script>{/source}

Scusate lo sfogo che poco a che cedere con la fotografia e facciamo un passo indietro. 
L'obiettivo della serata era di riuscire a realizzare forografie della gara remiera "Coppa Ilio Barontini" non sotto forma di reportage della competizione sportiva, ma evidenziare il contesto della manifestazione dando una interpretazione più "artistica" dell'evento.

La gara si disputava come da tradizione in notturna e questo era già un primo problema tecnico da affrontare vista la mancanza di illuminazione adeguata sul percorso. La locazione che avevo scelto era nel quartiere del benci centro nei pressi della cantina del quartiere stesso e famoso con il nome di Ovosodo visto i colori sociali bianco e giallo.
La locazione scelta ha comportato un problema tecnico in più da affrontare visto che le imbarcazioni passavano a distanza tra i 5 e 10 metri che insieme alla mancanza di luce ha complicato le cose. Infine la mancanza di obiettivi luminosi, il massimo che ho a disposizione è un f4 non aiutava certo a diminuire i problemi. Ricapitolando i problemi che dovevo affrontare erano:

1) fotografare soggetti in movimento
2) scarsa illuminazione per non dire illuminazione assente
3) distanza dai soggetti per potere essere illuminati con il flash 
4) equipaggiamento a disposizione forse non proprio adatto alla situazione

come fare ......?

La cosa certa è che avrei dovuto utilizzare ISO alti e anche questo non era da sottovalutare visto che la canon 50D non è certo un mostro nella gestione degli alti ISO. Poi ho deciso di montare comunque il flash sincronizzato sulla seconda tendina e di utilizzare i tempi lunghi di esposizione. Non avere l'obbligo di raccontare la gara nella sua interezza mi ha permesso di sperimentare combinazioni diverse poichè potevo correre il rischio di perdere qualche scatto. Ho giocato con le impostazioni spingendomi anche limiti e oltre per vedere sul campo i risultati che potevo ottenere. I miei punti fermi erano l'utilizzo dello stativo, il fllash sincronizzato sulla seconda tendina e l'impostazione della priorità dei tempi. Ho optato per l'utilizzo del treppiede per cercare di minimizzare al minimo il micromosso in considerazione del fatto che avrei utilizzato tempi lunghi anche in rapporto alla focale utilizzata. Il sync sulla seconda tendina per garantire che la scia del mosso fosse dietro l'oggetto in movimento e non davanti. In tutto avrò fatto un centinaio di scatti i più significativi e per me interessanti sono quelli che riporto qua sotto.

       



Letto 4169 volte

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Chi Sono

Un po di biografia

Novità Tecnologiche

Notizie da zmphoto

Concorsi FIAF

Calendario aggiornato concorsi FIAF

Contatti

Clicca qui per contattarci via mail

Corso fotografico

Introduzione alla fotografia digitale

Utilizziamo i cookie per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza . I cookie essenziali per il funzionamento di questo sito sono già stati impostati .Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra politica sulla privacy .

  Io accetto cookies di questo sito.
EU Cookie Directive Module Information